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IL FOLLE VOLO, L'ULTIMA NOTTE DI AMELIA ROSSELLI

Questo spettacolo è un omaggio alla più grande poetessa della seconda metà del Novecento,così’ come la definì Pierpaolo Pasolini. Nasce da un incontro speciale con lei e da un lavoro proseguito negli anni sul suo rapporto con il poeta contadino Rocco Scotellaro. Amelia Rosselli, qui in prima persona, racconterà se stessa attraverso la voce di Maria Letizia Gorga. La sua vita, la sua multiforme arte,le sue ossessioni. Tutto racchiuso in 3 C: i Ching,la CIA, il suo Ciao rosso. Tre modi di vedere il mondo,uno destinico,uno persecutorio,uno anarchico e libero. Abbiamo tentato di tracciare un percorso emotivo e politico di Amelia,attraverso le sue parole,i suoi versi,il racconto di una rifugiata dalla vita in dialogo con la sua amata musica,qui composta,arrangiata ed eseguita dal vivo da Stefano De Meo al toypiano e da Pasquale Laino ai fiati. Scritto e diretto da Ulderico Pesce,questo viaggio vuole anche ricordare il sacrificio della Famiglia Rosselli per la nostra libertà,di cui Amelia ha pagato l’ultimo prezzo con la sua prematura e volontaria scomparsa.




MUSICANTI "Il musical con le canzoni di Pino Daniele"

Musicanti porta sul palcoscenico uno spettacolo con grandi interpreti, coreografie, una nuova storia e l’immenso patrimonio musicale di Pino Daniele. Una tessitura che mette in relazione canzoni, drammaturgia e tradizione partenopea per dare vita a una esperienza teatrale e musicale nuova ed unica.




MONNALISA UNPLUGGED

La Gioconda e un pianoforte... e se è vero quello che dice AntoninArtaud, che la musica è il solo passaggio che unisca l’astratto al concreto... accade il miracolo: Monna Lisa, ascoltando le note, prende coscienza di sè, si libera della tela che la imprigiona e comincia a raccontarsi al pubblico... sia come donna, che come icona della pittura mondiale. Il racconto procede senza soluzione di continuità, tra le emozioni della ‘persona’ madonna Lisa di messer Giocondo e la storia e le vicessitudini del quadro più famoso del mondo, il tutto punteggiato e contrappuntato dalle canzoni e dai pezzi musicali dedicati alla Gioconda, mentre la miriade di immagini che l’hanno vista esaltata, deturpata, modificata, in qualche modo cannibalizzata... scorrono su di uno schermo. In scena un’interprete d’eccezione Maria Letizia Gorga, che continua il suo ‘discorso’ su grandi figure del femminile, accanto a lei il maestro Cinzia Pennesi che esegue dal vivo le musiche da lei arrangiate insieme a brani originali creati ad hoc per lo spettacolo, il tutto per la regia di Pino Ammendola.




LA CANTATA DEI PASTORI

Da quando è stata scritta nel 1698, “La Cantata dei Pastori” è stata rappresentata e continuamente rimaneggiata, dimostrando di essere con la sua porosa vitalità il testo più longevo della tradizione del teatro barocco napoletano. L’evoluzione strutturale dell’Opera, nel corso dei secoli, ha coniugato la prosa con l’inserimento di una struttura musicale. Nel 1974 la rivoluzionaria edizione della Nuova Compagnia di Canto Popolare si è avvalsa dell’impianto registico e musicale del M° Roberto De Simone. Da quel momento in poi tanti sono stati i compositori che hanno avuto la possibilità̀ di rinnovare e arricchire la rappresentazione. Rappresentarla ogni anno è un regalo soprattutto a me stesso e alla mia compagnia, per la gioia di farlo, come un festa in famiglia, per la gioia di quelli che, prima dell’Era televisiva, vedevano la Cantata ogni Natale, e anche per la gioia di quelli che vedono per la prima volta uno spettacolo così tanto amato, tanto rappresentato, portato a memoria di generazione in generazione. Una lettura semplice e attenta, senza dimenticare la recente tradizione popolare, ma senza privilegiarla, per riscoprirne, con la benevolenza del pubblico, l’originaria dignità e la poesia.




AVEC LE TEMPS, DALIDA

Dalida, per il suo modo di attraversare la storia, d’illustrarne i cambiamenti, è una vera eroina dei nostri tempi. La piccola ragazza italiana dagli occhiali spessi, nata in un sobborgo popolare del Cairo diventata prima Miss Egitto e poi Mademoiselle Bambino la regina dei juke-box, verrà infine consacrata come la più grande cantante Francese di tutti i tempi. In vita il generale de Gaulle l’aveva insignita della medaglia della Presidenza della Repubblica, unica donna ed unico artista ad averla ottenuta e alla sua scomparsa Parigi le ha dedicato una piazza: Place Dalida! Alla scoperta del suo busto il giornale "Libération" scrisse: "Dalida è più presente che mai, nessuna artista sarà mai così celebre…" E' stata contemporaneamente la vamp hollywoodiana tutta lustrini e file di boys ed anche la più grande diva mediorientale, per diventare dopo la morte, una figura-culto per una intera generazione. Durante tutta la vita dietro la star Dalida, la donna Jolanda ha amato e sofferto semplicemente, umilmente. Si è donata senza limiti agli uomini della sua vita come ad un pubblico che aveva per lei sempre il “viso dell’amore” vivendo costantemente la tragedia di essere amata più come artista, che come persona. L’idea dello spettacolo nasce dal desiderio di farci anche noi sua memoria, e ricordare oltre alla sua vita, le canzoni che l’hanno resa celebre e che ci hanno appassionato. Abbiamo dimenticato o trascurato troppo a lungo la storia di una ragazza italiana del sud che è passata alla storia fuori dell’Italia: nemo profeta in patria? No, forse solo un’artista troppo scomoda per i benpensanti, o per quelli che dopo il tragico evento di Sanremo, hanno preferito sacrificarla sull’altare dei non graditi per salvare uno dei business più redditizi dell’epoca, quello delle case discografiche. Ci piace ricordarla nel suo infinito repertorio musicale di vario genere, nel suo sorprendente trasformismo, nel suo misterioso e affascinante percorso tra arte e amore, malinconico e beffardo, scientificamente interrotto dalla sua volontà di decidere anche la propria morte.

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50 ANNI E SONO ANCORA MIA

A cinquanta anni da quel '68 che cambiò la nostra società, va in scena uno spettacolo che rievoca la storia e se ne fa memoria, attraverso la canzone femminile, con brani-simbolo di un'epoca che ha cambiato il ruolo delle donne nella coscienza collettiva. Nei panni di una cantante che inaugura uno spazio divenuto oggi Casa delle donne e poi nei panni di sua madre che 50 anni prima, incinta di lei, occupò quel luogo, Maria Letizia Gorga interpreta i pezzi più significativi del decennio a cavallo del '68: da "Noi le donne noi” a “Gianna”, passando per “Gli uomini non cambiano” a “Il Kobra” e “Qui e là”. Un divertente percorso musicale nel mondo femminile, che si libera proprio in quegli anni, dell'immagine rassicurante della donna madre, moglie e massaia e scuote tutti al grido di "tremate, tremate, le streghe son tornate!". L’attrice e cantante sarà accompagnata sul palco da una formazione pop-rock di quattro musicisti: Stefano De Meo alle tastiere, Pino Iodice alla chitarra, Paola Caridi alla batteria e Andrea Pintucci al Basso. Gli arrangiamenti sono di Stefano De Meo, le coreografie di Jacqueline Chenal, l'allestimento scenico di Raffaele Golino e i filmati a cura di Claudio Ammendola.




TODO CAMBIA viaggio intimo con MERCEDES SOSA

Amava farsi chiamare La Negra, perché era sempre dalla parte degli ultimi e con rara coerenza per un'artista ha usato la sua arte sempre come strumento di lotta a favore del popolo. Il suo destino è racchiuso nella sua voce ed è questa la chiave che abbiamo usato per raccontare l'indimenticabile Mercedes Sosa. La parabola umana di una donna nata poverissima eppure dotata della ricchezza più grande: l'amore per la vita e il desiderio di battersi contro l'ingiustizia. Un percorso umano non certo facile, ma soprattutto il canto vissuto come strumento di comunicazione e di battaglia politica. Il racconto, come negli altri testi dell'autore, si lega in una partitura ininterrotta alle canzoni, inseguendo questa duplice e mai disgiunta realtà di donna e di artista. Si scoprono i segreti di un'anima tormentata che, dietro la sua inguaribile voglia di lottare per il bene degli altri, nasconde un senso profondo di solitudine e di dolore. Dolore che diventa dramma per un esilio inflitto da un regime totalitario che ha procurato alla sua patria, la martoriata Argentina, oltre 30 mila vittime e che l'ha resa testimone internazionale della silenziosa battaglia della Madri di Plaza de Mayo. Mercedes, come tutti i grandi che se ne vanno, ha lasciato un vuoto incolmabile. Ma ci ha lasciato anche un messaggio: "Todo cambia" tutto cambia, proprio quando pensiamo che nulla cambierà, lo spettacolo vuole quindi, attraverso la voce di Maria Letizia Gorga, rinnovare nei nostri tempi bui, questo grido di speranza e di amore per la vita."

TRAILER

PRESENTAZIONE CD



OSCENO NOVECENTO

Si chiama OSCENO NOVECENTO e ha la voce di un’interprete intensa come Maria Letizia Gorga il nuovo spettacolo diretto da Pino Ammendola e Nicola Pistoia; ed è un singolare ritratto in musica di questo secolo che è appena finito. A formare l’originale e stuzzicante recital di canzoni, infatti, è una bella serie di ventidue brani - graffianti, divertenti, licenziosi - scelti in quel repertorio musicale che lungo il ‘900 europeo fa da sfondo ad avvenimenti pubblici e vicende private, non mancando di di sfogare anticonformismi e libertà e perciò spesso provocando l’ira dei benpensanti e i fulmini della censura di stato. Dalla più celebre “Mutandine di chiffon” di Marf alla meno nota cover “Angeli e diavoli” (proposta nella versione italiana di Paolo Limiti), i ventidue pezzi selezionati dalla passione di Enzo Giannelli e raccordati dallo spirito di Pino Ammendola compongono, sulle note dal vivo del pianoforte di Stefano De Meo (anche autore degli splendidi arrangiamenti) e del violoncello di Laura Pierazzuoli, un gustosissimo pastiche in musica e parola.

L'AUTORE

Osceno Novecento. Un secolo di canzoni proibite è un recital di canzoni italiane di questo secolo,che per molti anni sono state confinate in quella sorta di inferno dei benpensanti,destinato a tutto ciò che è licenzioso. I pezzi, messi insieme grazie alla ricerca appassionata di Enzo Giannelli, sono stati assemblati non secondo una logica cronologica o, gli studiosi ci perdonino, filologica, ma semplicemente seguendo il percorso del nostro sincero divertimento, che speriamo anche in questa occasione di dividere con il pubblico che ci apprezza. Le canzoni, magistralmente arrangiate da Stefano De Meo, sono state...

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Senza Confini

È un viaggio, un colloquio intimo tra poesia e musica capace di farsi ponte tra le varie lingue e culture. Maria Letizia Gorga, accompagnata al pianoforte dal Maestro Stefano De Meo, racconta in musica la donna, la vita, l'amore in un filo che unisce luoghi e tempi diversi, cantando il meraviglioso singolare femminile nel pianeta dell'anima. L'artista porta sul palco un recital concerto che segue i passi di un’anima in cerca di se stessa, in un fitto dedalo di riferimenti musicali e letterari, da Astor Piazzolla a Pablo Neruda, passando per Vinicius De Moraes. Maria Letizia Gorga racconta in musica la donna, la vita, l'amore, in un filo che unisce luoghi e tempi diversi: “Senza confini” trova, infatti, nella musica la sua componente vitale. La musica - sostiene Maria Letizia Gorga - è un veicolo eccellente. Io nasco come attrice, perciò la canzone non è stata mai una pura esecuzione, ma il racconto di una storia urgente. Uno strumento potente per provare ad abbattere quelle barriere che noi, in maniera aggressiva, continuiamo a costruire.




Roma Patria Comune

Lo spettacolo, ispirato ad un’ opera magistrale dal titolo “Sotto il cielo di Roma” creata e diretta dal professore Filippo Bettini, è un percorso poetico su Roma attraverso la poesia di ogni tempo e luogo; dove, anche grazie alla musica, alle immagini, e alle istallazioni, il tributo si alterna al vilipendio, il lirismo a toni graffianti e provocatori; tutto per descrivere un luogo che ha in se, da sempre, sfaccettature infinite. Un luogo d’incontro; una Patria comune. Dopo l'allestimento all'Odin Teatret in Danimarca, lo spettacolo è andato in scena al Teatro India di Roma all'interno della manifestazione le Arti si sFogliano.




Le Arti si sFogliano

Quattordici spettacoli che saranno rappresentati nelle librerie e nelle biblioteche di Roma, Frosinone, Latina e Rieti fino al 12 luglio: in un momento storico in cui la digitalizzazione ha invaso ogni ambito culturale, l’intento è quello di promuovere soprattutto presso il pubblico giovanile il ritorno fisico alla vita nelle librerie e nelle biblioteche, celebrate come “casa” del sapere collettivo, detentrici delle radici del sapere nonché punto di incontro sociale. “Traghettatori” ideali di questo ritorno saranno artisti noti e emergenti di differenti “arti” ed estrazioni che, mescolando tradizione e modernità realizzeranno, partendo dalla parola letteraria, performance teatrali, musicali, poetiche, figurative e filmiche. Le pagine dei libri avranno un suono, un’immagine, danzeranno, verranno dipinte e recitate. Inviteranno ad abitare nuovamente, con la loro fusione artistica, le librerie e le biblioteche di Roma e del Lazio. La manifestazione verrà inoltre ospitata in alcuni teatri partendo dalla periferia (Teatro Quarticciolo) verso il centro della città (Teatro Argentina) toccando alcuni luoghi custodi del nostro patrimonio culturale. Ogni evento si concluderà con un ritorno alla semplicità enogastronomica della Regione attraverso la degustazione di prodotti tipici biologici. Da Pasolini a Garcia Lorca, da Landolfi a Borges, sino alla letteratura per i più piccoli di Benedetto Tudino, con la collaborazione dell’Associazione Rinoceronte Incatenato e dell’Unicef. Tutti gli spettacoli sono scritti e diretti dalla regista Federica Altieri e coinvolgono artisti di punta nel panorama italiano ed emergenti: gli attori Pino Ammendola, Maria Letizia Gorga, Cloris Brosca, Giada Fradeani, i musicisti Marcello Allulli, Ermanno Baron, Assalti Frontali, Il Muro del Canto, Luca Nostro, Farzanem Joorabchi, Francesco Diodati, Francesco Poeti, Stefano De Meo, Andrea Pace e Cristiano Poli Cappelli, i danzatori Simona Altieri e Giovanni Vacca, i pittori e i fotografi Barbara Pensa, Paola Favoino, Tommaso Santillo, Lorenzo Terranera, Fiorenza Gherardi De Candei, Lara Pacilio, Alessandro Ferraro, Fabio Magnoasciutti, Susanna Mattiangeli.




40 ANNI E SONO ANCORA MIA

A quaranta anni dal ’68 un modo stimolante per ricordare attraverso la canzone femminile il grande cambiamento operato dalle donne nella coscienza collettiva e nella percezione del loro ruolo sociale. Un viaggio divertente nel mondo femminile che si libera dell’immagine rassicurante della donna madre, moglie e massaia e scuote il maschile al grido di: “tremate, tremate le streghe son tornate!”. Io sono Mia, si diceva in quegli anni e ci piace ricordare che forse le uniche conquiste che si sono radicate nella nostra società dopo quaranta anni sono proprio quelle relative alla nuova dignità conquistata dalle donne. Il nostro osservatorio però non vuole essere assolutamente paludato o intellettuale, noi questo viaggio lo raccontiamo attraverso un costante elemento popolare che è quello della canzone. Sul palco una cantante quarantenne che racconta di sua madre anche lei musicista che quaranta anni prima, incinta di lei, partecipava alle prime kermesse femministe cantando vecchie canzoni di protesta delle mondine. Lo spettacolo con musicisti dal vivo si snoda in una sorta di flash-back tra la serata della cantante dei nostri giorni e sua madre con il pancione che in una sera dell’autunno del 68’ canta accorata: “…sebben che siamo donne paura non abbiamo…” Lo spettacolo scritto e diretto da Pino Ammendola, si avvale della interpretazione e della voce di Maria Letizia Gorga che sarà lei stessa e sua madre, accompagnata sul palco da quattro musicisti in una formazione pop-rock: tastiere, batteria, basso e chitarra, con la direzione musicale di Stefano De Meo.

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LORCANARCHICO - Omaggio eclettico a Federico Garcia Lorca

Federico del Sagrado Corazón de Jesús García Lorca intellettuale rosso inviso ai reazionari! Io? Solo per aver creduto che la letteratura e la poesia, dovessero raccontare la storia senza decontestualizzare mai l’individuo. Credetemi io non ho mai fatto politica, non sono mai caduto nell’ottusità delle ideologie:

IO SONO UN ANARCHICO!

Un ricordo a 77 anni dalla morte, dove i diversi generi s’incontrano dialogano rendono omaggio al poeta, all’uomo, alla sua anima serata di grande effetto, intensa e coinvolgente in tutta la sua durata

Maria Letizia Gorga