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"Pagine da una vita"

Mercoledì 7 marzo 2018 ore 17:30 Teatro della Pergola - Firenze

"Perchè tante accettano sofferenze inaccettabili quasi fosse un destino ineluttabile? Perchè spesso si fanno trattare come le ultime della terra? Perchè le sofferenze di cui parli a volte sembrano venire cercate e inseguite con accanimento come se, appunto, fossero alla base di una espiazione che non estingue mai?" Sono domande pesanti come rocce quelle che si pone Dacia Maraini nella prefazione di Cara mamma, l'intenso libro realizzato da Titti Giuliani Foti, Premio Renzo Montagnani 2015, Premio Narrativa Circolo della Stampa di Milano 2009, Premio Mozart 2008 per l'impegno nel suo lavoro di giornalista de "La Nazione" e per questo volume, ricco di scansioni narrative dall'alta qualità letteraria e umana. Si tratta du "un esemplare autobiografia - si legge nella motivazione del Premio Mozart - che si riferisce a sentimenti e valori universali condivisi da Mozart stesso per la priopria madre e che quindi diventa ancora di puù letteratura vera e autentica, come la vita". Cara mamma racconta di una persona straordinaria e allo stesso tempo esalta il lavoro di persone e associazioni che si occupano di malati terminali. Un riuscito racconto della preparazione al distacco materiale del legame atavico di una figlia verso la propria madre. Questa figlia è Titti Giuliani Foti, fiorentina, giornalista de "La Nazione", dove si occupa di spettacoli, costume e cultura. Durante gli studi ha frequentato la Bottega Teatrale di Vittorio Gassman e la Scuola di Drammaturgia di Eduardo De Filippo. Cara mamma vuole essere un omaggio a Gabriele Foti, al suo coraggio, alla sua coerenza, al suo amore per la vita e per gli altri.



"50 anni e sono ancora Mia"

Giovedì 8 marzo 2018 ore 21:00 Auditorium Parco della Musica - Roma

A cinquanta anni da quel '68 che cambiò la nostra società, va in scena uno spettacolo che rievoca la storia e se ne fa memoria, attraverso la canzone femminile, con brani-simbolo di un'epoca che ha cambiato il ruolo delle donne nella coscienza collettiva. Nei panni di una cantante che inaugura uno spazio divenuto oggi Casa delle donne e poi nei panni di sua madre che 50 anni prima, incinta di lei, occupò quel luogo, Maria Letizia Gorga interpreta i pezzi più significativi del decennio a cavallo del '68: da "Noi le donne noi” a “Gianna”, passando per “Gli uomini non cambiano” a “Il Kobra” e “Qui e là”. Un divertente percorso musicale nel mondo femminile, che si libera proprio in quegli anni, dell'immagine rassicurante della donna madre, moglie e massaia e scuote tutti al grido di "tremate, tremate, le streghe son tornate!". L’attrice e cantante sarà accompagnata sul palco da una formazione pop-rock di quattro musicisti: Stefano De Meo alle tastiere, Pino Iodice alla chitarra, Paola Caridi alla batteria e Andrea Pintucci al Basso. Gli arrangiamenti sono di Stefano De Meo, le coreografie di Jacqueline Chenal, l'allestimento scenico di Raffaele Golino e i filmati a cura di Claudio Ammendola.



"Todo Cambia viaggio intimo con Mercedes Sosa"

Domenica 25 marzo 2018 ore 21:00 Concerti del Quirinale - Roma

Amava farsi chiamare La Negra, perché era sempre dalla parte degli ultimi e con rara coerenza per un'artista ha usato la sua arte sempre come strumento di lotta a favore del popolo. Il suo destino è racchiuso nella sua voce ed è questa la chiave che abbiamo usato per raccontare l'indimenticabile Mercedes Sosa. La parabola umana di una donna nata poverissima eppure dotata della ricchezza più grande: l'amore per la vita e il desiderio di battersi contro l'ingiustizia. Un percorso umano non certo facile, ma soprattutto il canto vissuto come strumento di comunicazione e di battaglia politica. Il racconto, come negli altri testi dell'autore, si lega in una partitura ininterrotta alle canzoni, inseguendo questa duplice e mai disgiunta realtà di donna e di artista. Si scoprono i segreti di un'anima tormentata che, dietro la sua inguaribile voglia di lottare per il bene degli altri, nasconde un senso profondo di solitudine e di dolore. Dolore che diventa dramma per un esilio inflitto da un regime totalitario che ha procurato alla sua patria, la martoriata Argentina, oltre 30 mila vittime e che l'ha resa testimone internazionale della silenziosa battaglia della Madri di Plaza de Mayo. Mercedes, come tutti i grandi che se ne vanno, ha lasciato un vuoto incolmabile. Ma ci ha lasciato anche un messaggio: "Todo cambia" tutto cambia, proprio quando pensiamo che nulla cambierà, lo spettacolo vuole quindi, attraverso la voce di Maria Letizia Gorga, rinnovare nei nostri tempi bui, questo grido di speranza e di amore per la vita."